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Questa riflessione parte da un articolo del ” il giornale”, che raccontava di un presunto cooperatore che avrebbe lanciato un appello per  chiedere  la prestazione sessuale di donne trentine, per soddisfare esigenze sessuali di migranti, in un centro d’accoglienza.

qui, la smentita e la spiegazione.

Che fosse una bufala, già lo sospettavo. Come sempre, qualcuno ci ha sguazzato dentro a causa dei propri umori nazionalistici. Pronti a battersi il petto come dei gorilla, al grido accusatorio di “padroni a casa nostra”. Ovviamente silenzio totale per esempio, sugli innumerevoli stupri e maltrattamenti in quel di Verona(maggioranza leghista), da parte di Italiani che pensano che pagare una prostituta per delle prestazioni sessuali, equivalga a poterci fare quello che vogliono. 

Sempre silenzio rispetto agli innumerevoli casi di stupro   a Vicenza e dell’occupazione nato di quegli immigrati militari americani.

Nessuna parola sul diritto alla salute delle vittime di tratta, che si ritrovano costrette alla prostituzione e oltretutto, clandestine. Donne che si sono ritrovate con l’utero perforato e con la paura di chiedere aiuto , a causa del terrore  di finire in galera o in quei posti accoglienti chiamati CIE. Ma quelle mica sono donne Italiane.

Il nazional-maschilismo: quel pensiero per cui si crede di poter sostituire le donne nelle loro lotte( dalla battaglia per i diritti delle sex-worker, a essere le uniche e sole ad avere diritto di parola sul proprio corpo, al diritto all’applicazione della 194 ). Si  aggiunge, anche,a questi maschilisti, la presunzione e la superbia di essere in possesso della cultura migliore( che va a giustificare poi, le guerre con la scusa di esportare democrazia). Dimenticando le discriminazioni e le violenze del passato del bel paese: il delitto d’onore(che anche se debellato giuridicamente,  pare rimanere ben radicato nella NOSTRA cultura), il lenzuolo intriso di sangue, fatto sventolare dal balcone, a dimostrare la verginità perduta nella prima notte di nozze, l’obbligo di sposarsi con il proprio violentatore che, solo grazie a Franca Viola, non esiste più.Ma esistono, a oggi, innumerevoli sentenze, innumerevoli pregiudizi, inquisizioni sulle vittime di stupro, su come erano vestite, sui loro “modi di fare”, sugli orari che, secondo certuni non si adattano a una”brava ragazza” col tentativo di giustificare uno stupro).Per non parlare della discriminazione, l’isolamento e i pericoli che subivano le donne che volevano abortire.  Io, non solo non dimentico, ma anche prendo nota di ciò che è la morale Italiana oggi, che, con la scusa degli immigrati, vuole rinchiuderci nuovamente in casa, terrorizzarci, usando fra l’altro gli stessi strumenti che usava la propaganda fascista: l’uomo nero che stupra la donna autoctona e caucasica(quando la storia è andata esattamente al contrario). In questo modo si vuole limitare il diritto al movimento, il diritto sacrossanto che il corpo è mio e lo porto dove mi pare. Con la scusa di difendere le donne, le si toglie lentamente i diritti che con tanta fatica ha conquistato. E altro che viaggiare sole, studiare, avere “una stanza tutta per sè”. Altro che autonomia, diritti, autodeterminazione. Torniamo direttamente agli anni ’20, grazie a certi nostalgici, o a quegli ingenui che non si accorgono che certe notizie sono studiate per toccare certe corde emotive, che richiamano a un certo immaginario, che invece va decostruito. Per me, non esiste un reale cambiamento se non passa attraverso una critica femminista libertaria. Esistono delle norme di comportamento, che passano attraverso ordini discorsivi propinati da pubblicità, film, immagini, che ci inducono a comportarci o a pensare in un certo modo. Tutto questo, costituisce la cultura patriarcale e maschilista, che va  analizzata, sminuzzata e abbattuta, facendo emergere il suo vero volto, che è quello di sempre, che propina sempre le stesse cose nei secoli dei secoli, e ormai è avariato e puzza di stantio.

 

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