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Spiaggia con le amiche.

Ci accomodiamo sugli sdrai e li posizioniamo in modo da poter prendere il sole e chiacchierare.

In questo momento una di noi si sta lasciando con il suo ragazzo, e lui le sta facendo passare le pene dell’inferno. La offende, le da della puttana, le ha buttato i vestiti e i completini intimi nella spazzatura. Lei chiede aiuto al fratello, che però le risponde giustificando l’ex fidanzato:”ci sono passato anche io, lascialo sfogare, sai è la rabbia. Però se ti mette le mani addosso intervengo”.

La violenza psicologica non viene quasi mai considerata e se la vittima non gronda sangue allora, infondo, non sta subendo una reale violenza.  Poi c’è la questione dell’adulterio.

Perchè se sei adultera le pene dell’inferno te le meriti un pochettino. E che tu sia sorella/figlia/cugina/amica è strisciante il pensiero nelle menti di chi dice di volerti bene”si ma, l’ha tradito!”.

Lei le ha rivelato che prova dei sentimenti per un’altra persone e…apriti cielo.

intanto sopra le nostre teste passano le nuvole, la pelle è maculata fra giochi di luce e ombra. Infondo, si sentono le grida dei bambini che cavalcano qualche piccola onda.

Facciamo il bagno e così, tra una parola e l’altra sparo alla mia amica il fatto che sono stata violentata dal mio ex.  le do questa notizia così,  mentre nuotiamo, galleggiamo, muoviamo il fondo sabbioso. Per farmi lasciare in pace è stata un’agonia.

Ci andiamo a stendere come peperoncini calabri sotto il sole cocente.

Un’altra racconta che l’ex, le faceva stolking, si presentava sotto casa, le scriveva cose orribili, poi cercava di rimediare scrivendole cose dolci in un turbinio delirante di provocazioni e violenza. Un giorno ha suonato il campanello di casa e si è trovato la Madre e la zia ad accoglierlo con le scope e il mattarello in mano, invitandolo ad andarsene immediatamente. Lui non si è fatto più sentire. E me le immagino queste due signore di 60 e 70 anni che minacciano il maschio dall’orgoglio ferito.

Ridiamo insieme mentre ci imbrattiamo di crema protettiva, i corpi più o meno arrossati.

Un’ altra racconta che l’ex la minacciava di suicidarsi, e pure la suocera si è messa in mezzo per convincerla a tornare insieme al suo meraviglioso figlio.Poi l’ha aiutata sua madre ed è riuscita a uscirne.

la Pina (nome di fantasia) dice che c’è bisogno di un uomo (fratello, padre, amico) che ci difenda dall’ex di turno e che lo faccia ragionare. E io ho un sussulto, le dico “no guarda, così ci riduciamo ancora di più al ruolo di vittima, muta e sovradeterminata, tanto per ribadire lo stereotipo del  sesso debole, volubile, incapaci di ragionare con la nostra testa”.

Mi alzo gli occhiali da sole, e ribadisco il concetto: Se lui non è in grado di sopportare la frustrazione non è perchè ti ama, se ti butta i vestiti, rompe le foto, ti chiama puttana e poi ti regala i fiori, se pretende di fare sesso e insiste dopo che l’hai rifiutato….è cultura del possesso, è: “sei mia e di nessun’altro”.Perchè viviamo in una cultura maschilista, ne siamo immers@ tutt@.

Mi accorgo che siamo tutte un po’ ammaccate dalle nostre storie, che ognuna ha qualcosa da raccontare su relazioni e violenza.Ammaccate si, ma siamo andate avanti, conduciamo vite normali, lavoriamo, viviamo sole; insomma ci si organizza.

 

Penso che, per quanto doloroso, le persone debbano mettere in conto che una storia può finire. una relazione adulta significa questo.  Soffrire e accogliere la sofferenza, reggere la frustrazione e celebrare il lutto. Non esiste matrimonio o vincolo giuridico che possa assicurare l’eternità di una relazione. Siamo esseri umani, possiamo provare sentimenti profondissimi e poi non provarli più. E questo può accadere per tanti motivi: si cambia, si cresce e quindi non c’è più affinità con il/la patner, oppure perchè il/la patner ci trascura, o ci si innamora di un’altra persona. La verità non è molto romantica, non comprende principi e principesse che muoiono felici nell’abbondanza, in un mondo dove non gli manca nulla. Però scegliere, è potente, scegliere quella persona non perchè si è sposati, si ha dei figli insieme, o si è legati economicamente,non perchè si ha paura della solitudine; Scegliere perchè si ama veramente, profondamente, liberamente è meraviglioso.

Comunque  la giornata, poi si è conclusa con questioni molto più divertenti: autoerotismo, vibratori vintage, relazione col nostro corpo, piacere. Perchè si continua a vivere, ad andare in spiaggia, a parlare di cazzi, di vagine, delle vacanze insieme, di cose che ci rendono anche felici e per quanto sia dolorosa, la violenza non si prenderà mai tutto, non è il nostro tutto, e in caso si può fare rete, non è detto che debba esserci per forza un altro uomo a difenderci.

 

 

 

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