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E scoppio in lacrime, mentre lavo i piatti.

Penso a quando mi hanno spiegato la storia all’ elementari, a quando studiavo la seconda guerra mondiale e credevo che si fosse concluso tutto nel 1945. I cattivi avevano perso e i buoni avevano vinto.

La storia in blocchi stagni, come i pezzi di terra, i confini,l’occidente e il resto del mondo,  il bene e il male, i poveri e i ricchi, i cittadini e il degrado dei migranti.

E’ con questa lente, fin da bambini, che ci insegnano a guardare il mondo.

Ho pianto, come mi succede qualche volta, quando non ce la faccio più; quando penso che ai razzisti, leghisti, xenofobi non auguro niente di male,davvero.

Che si prendessero un pezzo di terra in cui vivere con ordine e disciplina. Anzi, un continente intero, un pezzo di mondo dove poter vivere insieme ai loro muri, alla loro sicurezza, ai ruoli ben definiti. Senza poveri, puttane, barboni, matti, migranti. Un mondo ovatato, dove manco si sputa per terra e tutto è pulito, e i muri servono solo per separare, non per ispirare opere d’arte, appartenenze.

Ma, non so se gli basterebbe un pezzo di mondo…

Chi li raccoglie i pomodori a pochi spicci?, come chiedere i finanziamenti europei, se non ci sono poveri su cui speculare?, chi sta dietro ai loro vecchi?, chi pulisce i loro culi?, come si sosterrebbe l’economia senza più guerre?.

A queste persone non basta il mondo intero.

Non sognano un’ isola felice. Non sognano e basta.  Perché chi vive di terrore spara ai sogni.

Sparano a chi spera di scavalcare quel muro, superare quel confine.A chi resta umano insieme  agli stracci della propria dignità.

E lavo i piatti, li bagno con le  lacrime pensando ai ragazzi che sono partiti venerdì, come volontari nel progetto di #overthefortress; ragazzi da diverse regioni italiane hanno raggiunto il confine greco-macedone per portare aiuto ai migranti bloccati nel campo di Idomeni.

No, non è stato semplice, perché-cito dal sito di Global project:

 

Arrivati a qualche km dal campo si sono trovati la strada sbarrata da mezzi e uomini delle forze dell’ordine, in antisommossa, determinati a non fargli raggiungere il confine greco-macedone dove  gruppi di centinaia di migranti si stanno organizzando per protestare pacificamente, con cartelli e striscioni.

La polizia greca non ha intenzione di lasciare che gli attivisti accedano al campo, impedendo che beni di prima necessità siano consegnati ai rifugiati e che i volontari possano riprendere le stesse attività realizzate nella giornata di ieri: animazione per i bambini, informazione legale, supporto medico. Parte degli aiuti sono stati distribuiti sulla strada a pochi metri dalla polizia, quasi a costruire una sorta di barricata, a denunciare l’operato delle forze dell’ordine.

https://www.facebook.com/LibertinA-LibertariA-702236786467726/?fref=ts

(non riesco a caricare direttamente il video)

La ragazza del video fa parte di #TraLe Righe , un piccolo progetto per decostruire il linguaggio xenofobo e razzista dei media.( Vi consiglio di buttarci un occhio).

E tornerà, insieme agli altri,a portare questo messaggio da parte dei migranti che fa vergognare:

”questa non è vita”.

molti di questi volontari hanno più o meno vent’anni, partono, desiderano un mondo diverso, e se lo stanno prendendo. Se vi mettete tra loro e la speranza con i vostri manganelli, loro faranno barricate per distribuire i viveri in ogni caso, troveranno altri escamotage. Non c’è nulla che potete fare per impedire tutto questo,per impedire la solidarietà, il restare umani, la sopravvivenza, e se non vi piace tiratevi su le braccia e andate:

andate a raccogliervi i pomodori da soli, andate a pulire il sedere ai vostri familiari invece di pagare in nero le badanti immigrate, restituite i soldi presi da mafia capitale, i finanziamenti europei usati per chi sa chi, restituite le vite che avete preso con le bombe intelligenti, con i vostri confini, con i vostri muri, e le strisce, i silenzi, l’indifferenza.

 

E, sapete  piango perché mi commuovo:

 

Questi ragazzi sono il futuro migliore d’Italia del mondo.

 

 

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