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Una storia.

Io e te siamo sfruttati. Ci rubano il tempo per gli affetti; ci rubano:l’amore, la gioia,la noia,la tristezza. Ci rubano il tempo per pensare,immaginare,creare,fantasticare,sognare. Siamo costretti a fare scelte diverse da quelle che desideriamo; ci plasmano per  renderci meno umani e più assoggettati al sistema. Ci impongono un mondo fatto di stereotipi. Ci incatenano a dei modelli. Viviamo nello stesso mondo, entrambi subiamo le stesse leggi. Non posso decidere nemmeno sul mio utero. Tu mi dici che così mi rendo schiava,che è uno sfruttamento,che sono manipolata. Mi metti in fila ad altre donne e per te siamo tutte uguali non c’è via di scampo, non è possibile raccontare di ciascuna la sua scelta.

 

Si,magari tu vai in fabbrica, il giorno dopo e ti mettono in catena e ti fanno respirare merda e sei alienato,stufo morto, ma poi ti viene da  dire che  sono io quella sfruttata , che la mia non è una scelta,perchè non è libera, è legata al vile denaro, che se non mi pagassero non lo farei. Eccerto che non lo farei. Almeno parlo per me. E c’è da aggiungere  che a me questa cosa di poter offrire il mio utero, mi fa stare bene, mi fa pensare che offro una gioia a delle persone. -E va bene sono una merda perchè prendo i soldi- ma spiacente di non essere così pia e di non sentire sensi di colpa per questo.

Poi c’è la tizia che vive nel suo fantastico mondo di scena, fa parte di quel femminismo borghese ,ha la presunzione di sapere tutto. Sa cosa c’è nella mia mente e cosa deve esserci nel mio utero. Lei in quanto Donna ha il dovere di salvarmi da me stessa.  Dopo che lei ti salva , puoi crepare di stenti in pace. Finalmente.

fine della storia.

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Perchè quando si parla di sex-work o surrogacy vogliono tutti salvare queste donne ma nessuno desidera ascoltare le loro motivazioni?.

 

Sembra l’epoca fascista che stende un velo di omertà sopra i nostri corpi e l’autorità di stato moralizza,disciplina le nostre scelte.

Penso che le motivazioni che potrebbero spingere me a mettere l’ utero in affitto siano probabilmente diverse da chi, si trova seriamente in una grave  situazione economica, da chi si trova di fronte alla vita o alla morte o chi ancora peggio è costretta.

Ma mi chiedo:se una donna si trova costretta per fame a mettere il suo utero in affitto la questione è  risolta vietandoglielo?.

Si può creare una legge che vieti a un essere umano l’uso di una parte del proprio corpo?.

Durante il fascismo era vietato abortire e moltissime donne sono morte. Quante donne vengono messe a rischio pensando di risolvere la questione  vietando questo mezzo ?. Non c’è il rischio che venga fatto comunque, e oltretutto agevolando un mercato nero abbandonando di fatto moltissime donne al loro destino fatto di  povertà e sfruttamento?. Esattamente come viene fatto con la questione della prostituzione, che interessa fin tanto che si può dire nei vostri salotti “poverine” o accogliendo nelle vostre chiese qualche Maddalena pentita. Le altre, ovviamente, non pentite, che chiedono diritti possono bruciare all’inferno. E grazie tante.

La sensazione poi che mi suscita tutta questa faccenda è che a nessuno importi seriamente dei bambini. Mi sembra che ci sia un desiderio anche poco celato di colonizzare gli uteri, di decidere cosa può o non può fare una donna con il suo apparato sessuale. La carta pedagogica è usata per brandire un po’ di morale. Tutto qua.

Oggi fra le file politicanti di chi metterebbe in catene ogni utero c’è chi inneggia alla guerra. Sempre fra queste file  c’è chi i bambini li schiaccerebbe con la ruspa o annegherebbe in mare. Quanta ipocrisia c’è in chi finge di preoccuparsi dei bambini e invece è solo  preoccupato che il sistema che gli permette di vivere  nella classe più agiata, possa cambiare?.

Torniamo a noi: Siamo entrambi sfruttati. Perchè non costruire una lotta comune che renda poi le nostre scelte, di qualsiasi natura, libere e autogestite invece che costringere le donne a doversi difendere anche da chi  è sfruttato, più o meno quanto loro?.

 

 

 

 

 

 

 

 

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