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Giornata al mare con le amiche. Attrezzate con cestino da pic-nic, letture varie e l’ombrellone più piccolo e colorato della spiaggia.
Chiacchera senza fine e crema sulle zinne; che c’avevamo paura di scottarci il capezzolo.

A fine giornata  avevamo voglia di pulirci un po’,toglierci il salso e guardare allo specchio quanto ci eravamo abbronzate. Il problema è che in quella spiaggia non c’è una doccia pubblica pagarla oro. Quindi  scavalchiamo i tornelli dello stabile per dirigerci verso le docce e i bagni privatizzati. Dopo esserci rinfrescate io mi cambio nell’anti-camera del bagno. Infilo in due secondi la biancheria asciutta appena in tempo per sentire che le Signore che un attimo prima erano li con me, si lamentano con l’ausiliaria delle pulizie.
Quella ragazza si sta cambiando in bagno. Se si cambia qui vuol dire che non paga, non ha la capanna.

Così la tipa entra, annoiata. Probabilmente ero l’ennesima povera, senza un buco dove cambiarmi che era costretta a cacciare. Pena, le urla delle signore per bene, borghesi,moraliste,bacchettone che le cavano l’anima. Io faccio quella che cade dalle nuvole. Le dico che non sapevo che non ci si poteva cambiare in bagno ed esco.

Mi sono chiesta come mai non ci si può nemmeno cambiare in bagno e il perchè si sono agitate tanto. Alcuni autoctoni mi raccontano com’è andata la faccenda. A suo tempo( e me lo ricordo pure io) si poteva entrare tranquillamente senza braccialetti magnetici o scontrini del bar(solo uso wc!). Poi alcune signore si sono lamentate. Perchè chi non ha la capanna e si cambia in bagno, si denuda e i loro bambini poi potrebbero rimanere scandalizzati da cotanta pelle scoperta. Questo è quello che mi hanno raccontato.

tradotto: i poveri non hanno nulla con cui coprirsi, sono senza pudore e il loro corpo, ai nostri occhi è solo degrado e scandalo.

Io credo ci sia anche un po’ di classismo borghese, mischiato alla sete di potere e non di meno… ai colpi di sole.

No, non tutti si possono permettere di andare in vacanza e di affittare una capanna. Ma di godere di una giornata al mare con le amiche anche se sono povera ne avrò diritto. E quel diritto me lo sono preso. Mica potevo andare in giro con le alghe e la mucillagine fra i capelli,anche se alle “Sentinelle della spiaggia” non va che io mi sciacqui nella stessa doccia dei loro figli e che il mio sudore di povera si mescoli e contamini i loro bagni!.

Comunque la conclusione è che: Ho goduto del mare,delle onde,della compagnia delle amiche e pure di essermi presa un diritto scavalcando tornelli. Perchè se i muri non riesci ad abbatterli puoi sempre scavalcarli.

E quei cinque secondi di nudo che ho regalato alle scandalizzate, mi hanno riempito di orgoglio e forza. la mia carne è potente, con la mia pelle lotto, con le mie gambe  scavalco ipocrisia e  morale. E poi alla fine, godo.

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