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Non ti chiamerò mai puttana,per denigrarti. Non legittimerò mai nessuno a farti del male. Non ti dirò che quel male è legittimo perchè è il tuo consorte o tuo padre/madre a farlo. Non ti dirò che l’amore è solo con uno o con pochi. Puoi dare amore infinitamente,purchè lo stesso amore lo darai verso te stessa,ed è questo l’unico modo per non farti ricattare,per farti sempre rispettare,per entrare in relazione con gli altri.

Non guarderò inerme le tue lacrime scendere e il tuo corpo infantile essere ferito,o rinchiuso o torturato.

Non ti costringerò a compiacere i parenti e gli amici,a mostrarti carina ed educata. Non ti dirò che devi fare le faccende domestiche in quanto “femmina”. Non ti userò come arma contro l@ person@ con cui ho una relazione amorosa, o come giustificazione alle mie paure di non riuscire a lasciarla,invocando l’importanza di una “famiglia unita”,unita ad ogni costo.

E poi crescerai e magari metterai in discussione ciò che dico e sarà bello.E non darò la colpa all’adolescenza.  Perchè tu, così,ti stai autodetermindo,cresci,costruisci, fai volare i tuoi pensieri,li custodisci,anche da me,anche da tua madre. Perchè io non sono nessuno,ma proprio nessuno per dirti cosa pensare. Ma viceversa le discussioni arricchiscono. Ed è sempre bene mettersi in discussione.

E no, non ti lascerò mai in quella condizione da incubo e di confusione in cui tanti bambini vivono. Quello in cui uno dei due genitori usa violenza fisica e verbale sul figlio e l’altro invece di intervenire lo compiace,ci fa sesso insieme per tenerlo buono,non interviene,se ne lava le mani e pensa che il bambino prima o poi dimenticherà. Dimenticherà quei vuoti,quell’omertà,quella ulteriore violenza.

Non farò altri figli pretendendo che te ne occupi e trasformandoti in una piccola,giovanissima madre. Anche questa è violenza. Non si impongono Figli ad altri,tanto meno ad un@ bambin@. Non ti sgriderò se non sarai in grado di gestire una casa,gli altr@ mie/i figli@ perchè ho ben chiaro che esistono i diritti del bambino e pure dell’adolescente. E che la cooperazione non si insegna con modi autoritari,con gli stereotipi della madre detentrice del focolare,tentando di piegare la tua schiena come è stata piegata la “mia” a suo tempo. Così da perpetrare di generazione in generazione la violenza. I soprusi subiti non giustificano altri soprusi.

E poi non ci conosciamo, abbiamo lo stesso sangue,magari le nostre membra si assomigliano. Ma no, non ti conosco quindi il tempo che passerò insieme a te sarà di scambio reciproco,ci osserveremo. E non pretenderò che tu mi debba assomigliare in un vortice di egocentrismo e narcisismo genitoriale. Mi chiedo quanto tu abbia da insegnarmi e trasmettermi perchè il rapporto sarà sempre alla pari.

Difenderò la tua voce, i pensieri espressi con correttezza e rispetto,anche se non corrisponderanno sempre ai miei. E questa sarà anche e sempre una scelta politica.

E farò in modo che le discussioni in casa non si prendano anche l’aria che respiriamo,che siano il nostro tutto e che ci debilitino,che debilitino la tua vita, impedendoti di studiare,andare avanti vivere in serenità.

Ho scritto ad un’ipotetica figlia, perchè io sono stata figlia e per me questo ha avuto un peso enorme,soprattutto in una società così maschilista,patriarcale e moralista. Ma non è da meno la violenza generata della stessa cultura che viene fatta ai figli  maschi. 

E’ mia figlia che in questo momento non c’è e che forse non ci sarà mai. E’ la figlia che sono stata,è le tante figlie che vivono ormai da secoli sempre le stesse violenze e che poi una volta madri non vogliono proporre le stesse violenze. E’ la figlia che trova il modo di auto-consolarsi,che capisce che essere parte di una famiglia equivale a calore,amore,serenità. Che capisce che non è mia,né tua né di nessuno.E’ la figlia che alza la propria schiena e decide di non essere più figlia. Almeno non in quel modo. E che se istintivamente non si sente parte di una famiglia possessiva e irrispettosa  il suo istinto ha ragione. La famiglia è dove tu puoi esprimerti e sentirti amato per ciò che sei.

La famiglia è chi ti ama,non chi fa violenza.

P.s: ogni riferimento a cose fatti e persone è puramente casuale

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