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Condivido e pubblico volentieri il pensiero di Giorgia, una giovane studentessa, che fa parte  di “tra le righe project“. Un gruppo di giovani ragazzi che ha come obbiettivo ,quello di decostruire l’informazione strumentalizzata, attraverso la critica politica e sociale.

potete trovarli qui e qui.

Buona lettura!-

Che cosa significa essere razzista oggi;epoca in cui etichettare l’altro è lecito, ma essere etichettati no?.
Che cosa vuol dire vivere ogni giorno con la rabbia e l’odio dentro, camminando per le strade con la voglia di sputare sentenze addosso a tutti quelli che non sono come vuoi?.
Come si vive credendo di non essere qualcosa che si è, circondandosi di muri fatti di accuse, provocazioni e pregiudizi?.

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Non capisco come si possa fingere di non aver sbagliato mai e lamentarsi per un Paese allo sfascio proprio per ciò che noi italiani non siamo stati in grado di fare. Pronti a perdere tempo a raccogliere tutto l’egoismo che resta in tasca, pronti a gridare all’invasione, pronti alla guerra tra poveri, ma tra tutte le urla colme di rancore l’italiano medio non è stato pronto a pretendere giustizia per sè e per gli altri, non ha avuto abbastanza coraggio a scendere in piazza, ma ne ha avuto abbastanza per accettare che il collega di lavoro fosse licenziato ingiustamente o per accettare che molte donne subissero discriminazione e mobbing solo per il fatto di essere donne, ha avuto coraggio per accettare che la mafia raggiungesse anche i posti di potere più alti, anzi gli ha addirittura tenuto aperta la porta, ha avuto coraggio ad accettare prima che i dirigenti gli negassero la tredicesima, mettendosela in tasca, e poi che il governo gli toccasse le pensioni, gli ultimi anni di libertà. Ogni secondo ha il coraggio di giudicare le scelte altrui, l’amore e l’identità degli altri, erigendosi a giudice assoluto. E in tutto il tempo perso a farsi fregare, persino da se stesso, l’italiano medio ha il coraggio di essere razzista, senza ammettere di esserlo.

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Non sono razzisti, sono le circostanze che li costringono.
Lo sono diventati in tanti, razzisti; ormai vivono nel mondo delle distinzioni, vivono l’Italia degli italiani veri, per il loro orgoglio di patria, vivono di convinzioni malsane, sempre più sicuri che sia l’etnia a fare la persona, vivono convinti di essere ancora umani, senza rendersi conto di svuotarsi poco a poco di ogni valore umano.
La terra gli appartiene, il pane gli appartiene, l’onore gli appartiene, ma la dignità che tanto vogliono sia rispettata dallo straniero non sanno di averla persa nel momento in cui si sono elevati sul diverso, come fossero la razza pura, che tanto era esaltata in un’epoca storica che nessuno vorrebbe rivivere. Eppure ci troviamo ogni giorno davanti ad affermazioni e modi di approcciarsi ai problemi reali, che riguardano tanto gli italiani quanto gli stranieri, privi totalmente di empatia e sensibilità e così scoppia la moda del chiedere ‘perchè non li ospiti a casa tua sti stranieri allora?’, frase che poi è spesso detta da gente che non ospita e non aiuta nemmeno gli italiani, dato che la coerenza è sovrana.
Per quanto semplice sia risolvere i problemi attraverso l’odio, privandosi del beneficio del dubbio, l’Italia ha bisogno di non essere razzista, ha bisogno di accettare qualsiasi diversità, non solo quelle che possono esserci tra cittadino e immigrato. C’è bisogno di umanità, non di ostilità e c’è bisogno di imparare di nuovo ad ascoltarsi, perchè fare di tutta l’erba un fascio è troppo facile e non insegna proprio nulla.
Non giustifico le azioni illegali di nessuno, né mi permetto di rinnegarle e conosco i problemi che purtroppo molti italiani sono costretti a vivere ogni giorno, conosco le ingiustizie che si accumulano sulle spalle della gente, ma la differenza tra me e un razzista è che io non smetto di riconoscere l’altro come persona, non lo identifico per nazionalità, cultura, religione professata o lingua parlata. L’altro è una persona, prima di ogni etichetta. E le persone sbagliano, rubano, uccidono, impazziscono e fanno cose di cui ormai non ci si può più stupire, cose che spaventano certo, ma che purtroppo restano azioni  dell’essere umano, non dello straniero di turno.
È inutile cercare di rendere candida la coscienza degli italiani, finchè questi non riconoscono i propri di errori, finchè non capiscono che tra Stato e cittadini non c’è separazione, idea a cui purtroppo ci hanno abituati. La coscienza di tutti è sporca, compresa la mia, perchè invece di lottare per sostenerci a vicenda abbiamo preferito dividerci, guardare al proprio giardino e giustificare l’egoismo come causa dell’immigrazione e farci abbindolare dai bravi predicatori made in Italy e da una informazione che vive solo per il guadagno. Credere a tutto quello che si vede e si sente, senza però ascoltare davvero, non ha senso, è come guardare la realtà solo da un punto di vista con la pretesa di avere ragione, volere rispetto senza essere in grado di rispettare l’altro, troppo presi dalla paura di lottare e confrontarsi, perchè si potrebbero perdere le proprie certezze.
Senza rendervene conto vi siete fatti rubare la libertà, la giustizia e i diritti che vi spettano, ma credetemi non ve li hanno rubati nell’autobus sovraffollato dove sbuffavate stanchi l’altro giorno.

Della serie: “per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”.(F.De Andrè)

Girgia – Tra le righe project

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