Al di là del Buco

"Sono stata io a volerlo. Mi fa sorridere il moralismo della gente, non lo tirano fuori per il nudo in sé, ormai ovunque, ma per quello non perfetto. E’ l’imperfezione a scandalizzare, come fosse una colpa. Il mio è stato un gesto di provocazione, e anche di profondo dolore: in manicomio ci spogliavano come fossimo cose. Mi sento nuda ancora adesso." Alda Merini" Alda Merini”

Ricevo questo messaggio che contiene una storia, bellissima, che parla di corpi, intimità, cura e lavoro. Grazie e un abbraccio a lei. Buona lettura!

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Nel mio lavoro uso il corpo. Vengo pagata per entrare in empatia, per occuparmi di culi e cazzi, per abbracciare, accarezzare, celebrare compleanni e feste. Il mio lavoro a volte è duro mi posso ritrovare sbavata di salive altrui, tra baci e leccate. Pulisco lenzuola sporche di piscio o di sperma. A volte sono stanca e devo lavorare comunque. Ascoltare, abbracciare, accarezzare. Nel mio lavoro devo tener conto della sensibilità e del pudore altrui. Devo captare le esigenze e le difficoltà. Loro vengono da me per ogni cosa durante la giornata, mi informano sulla loro vita, sui loro bisogni, vorrebbero esclusività con me. Ci sono dei muri che vanno oltre i vestiti.

Ho visto tanti cazzi e tante fighe ma in realtà entrare…

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