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Da bambina adoravo mettere la testa fuori dal finestrino della macchina. Sentire i capelli che frustavano il viso,il rumore dell’aria. Chiudevo gli occhi e mi sentivo come un uccello che planava tra le nuvole.

Come un uccello il mio petto si  era sviluppato per volare più in alto. Avevo undici anni. Nel giro di poco tempo il seno si era gonfiato e si notava. Mia madre mi aveva comprato un reggiseno azzurro.

E’ successo al rientro da una lezione di ginnastica. Dopo essermi cambiata ho tolto il reggiseno e l’ho messo nella cartella. Non ero ancora abituata a portarlo per tutto il giorno. C’era il cambio dell’ora e il professore non era ancora arrivato. I compagni per prendermi in giro hanno iniziato a lanciarsi il mio reggiseno,rubato dalla mia cartella. Ero spesso presa di mira e quella era solo l’ennesima umiliazione. Ad un certo punto le ragazze si sono accanite su di me, c’era chi mi teneva ferma, chi mi tirava la maglia….mi sono ritrovata nuda. Un piccolo cardellino nudo.Nessuno mi ha difeso. Nessuno ha mai saputo niente.

Il mio corpo ha una sua storia. Che fino adesso è rimasta muta. Il mio corpo trasporta un messaggio, un racconto che non è mai stato tradotto in parole. Ci provo. Perchè nell’insieme ci sono cicatrici,ferite ma anche amore e tenerezze.

Ricordo i massaggi di mia madre, le mie mani che le accarezzavano i capelli. Ricordo le botte di mio padre. Ricordo l’angoscia di essere chiusa dentro ad una valigia. Ricordo di non aver mai sopportato di avere le gambe legate,obbligatoriamente serrate.

Ricordo i tumulti dell’adolescenza, l’esplorazione del mio corpo. Ricordo come fosse ieri la prima volta che ho guardato la mia vagina.

Ricordo quando quel fidanzato mi aveva detto di dimagrire. Avevo sedici anni. Sono arrivata a 48 kg dopo che mi aveva lasciata. Sono arrivata a bere un bicchiere d’acqua in un intera giornata e nient’altro. Ricordo che soffrivo e basta e il compiacimento intorno a me,sulla mia magrezza, non colmava mai la mia tristezza.

Ricordo la maturità quando il mio corpo era ricoperto di dermatite da stress e me ne vergognavo moltissimo. E’ stato un anno faticoso per me, per la mia famiglia. Saltavo scuola, i miei volevano separarsi, sentivo tante responsabilità sulle mie spalle. Proteggevo mia sorella.

Mettevo maglie lunghe e larghe, avevo paura che qualcuno vedesse per caso lembi di pelle e mi prendesse in giro.

Ricordo, sempre in giovane età, di essermi auto-censurata . Ero ingrassata e ho passato un’ intera giornata al mare, con una maglietta addosso. Quanto tempo si passa a non amarsi?. Quanto una persona deve sopportare per essere libera?. Perchè io mi sono sentita costretta ad indossare una maglietta e non ho goduto della brezza del mare come gli altri?. Perchè le persone  si sentono legittimate a criticare i corpi di altri che non rientrano nei cannoni?. Perchè ci si sente legittimati di possedere il corpo degli altr@?

Quando ho affrontato il disagio della precarietà, dei ricatti e le umiliazioni del mondo del lavoro,quando il mio corpo si è stancato di fare traslochi su traslochi, di non avere radici ,ne pace,di lottare per un minimo di autonomia,ho iniziato a pisciare sangue. Ma non ho ascoltato il mio corpo. Perchè dovevo lavorare, per mangiare,pagare l’affitto ecc.  Non ho ascoltato e ho tamponato con i medicinali. Di conseguenza sono iniziati gli attacchi di panico. Il corpo parla,urla se necessario.

C’è una storia che si costruisce dietro le quinte delle parole . E’ la storia del corpo. Dei colori,del dolore, del tatto,delle botte e delle carezze. Ciò che ricordo con più intensità nella mia vita è ciò che ho vissuto con il corpo.

Le cicatrici si chiudono. Ed il calore di un’altra pelle contro la tua pelle rimane.

Quando mi metto nelle sue mani, nuda, arresa,senza difese, con i pori che emanano profumi e voglie, con la bocca rilassata, le pupille dilatate, la lingua che produce saliva,i muscoli che si contraggono, i pedi che si chiudono. Sono pronta a spiegare le ali. Sono un cardellino innamorato fra le sue mani.

Si fa l’amore con una storia profonda. A volte fragile, triste. Fatta di un corpo che ha vissuto e vive  guerre,passioni, lotte,amori,liquidi che scorrono:sudore,sangue.

Sto in ascolto con le mie mani,sulla mia carne,sulla tua.

p.s: ogni riferimento a fatti,persone,cose è puramente casuale.

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