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“mi tagli la frangetta?”
E lui prende il rasoio e inizia a pettinarmi il ciuffo. Mi cadono i capelli sul viso ed arriccio il naso. Trattengo il respiro. Il lavello inizia a riempirsi dei miei capelli, va a finire che lo intasiamo come al solito.
Ridiamo mentre mi dice di non guardarmi allo specchio. Finge di aver accidentalmente rasato le sopracciglia e io mi terrorizzo. Mi guardo allo specchio e invece, sono bellissima. Perché si è preso cura di me.
Si prende cura del mio corpo quando stiamo sotto la doccia e io alzo le braccia. Sono nuda e arresa. Come una terra ricca e piena. Lui visita il mio paesaggio, assaggia la mia tipicità. Gli porto in dono la mia esistenza cruda e vera, le mie spezie. Lui le sue e ce le scambiamo amorevolmente. Ho la ricrescita dei peli ma non mi vergogno. Mi insapona. Mi ama.
A volte ci raccontiamo aneddoti sulle nostre vite prima di conoscerci. Momenti amari e dolci. Seduti sul divano e non ci accorgiamo delle ore che passano, della televisione accesa, del mondo che ci chiama fuori. Mentre ci accarezziamo i piedi e le mani, cerchiamo lembi di pelle scoperta per una carezza, un contatto. Mi infilo la sua mano tra le cosce e gliela scaldo. Mi prendo cura di lui, combatto il gelo. Perché il nostro mondo è tutto li. E fuori può anche andare avanti con un certo ritmo. Ma il nostro tempo ha una cadenza diversa. La misura è il sudore, il respiro, il piacere, la fame dei muscoli, delle cosce, della bellezza imperfetta. Delle rughe quando sorridiamo. Il mondo va avanti con il marketing e la guerra. Con la vendita e l’acquisto. Ma noi abbiamo quanto basta. E quanto ci basta è eterno.
Amo i tuoi occhi che sorridono come quando sorridevi da bambino. Non sono cambiati ed è per questo che quando ti guardo penso all’eterno. Penso che viviamo un rapporto maturo perché in noi è rimasto un bambino interiore. Perché ci meravigliamo come quel bambino. Ma non fuggiamo. Ci siamo arresi come, dici tu. E allora scrutiamo i nostri corpi, ci anneghiamo dei nostri sapori. Sospiriamo. Parliamo una lingua diversa dal resto del mondo. Ci strofiniamo il viso l’uno sull’altro. E mi vengono in mente quei documentari dove il leone e la leonessa si strofinano allo stesso modo.
E’ un linguaggio silenzioso. Parla la carne, le mani che si cercano, il buio della notte. Fuori a volte piove, c’è la brina sull’erba, la solitudine.
Che bello ubriacarci a Venezia. E comprare delle rose da quel ragazzo, farci due parole e poi andare a San Marco. Lanciare le rose in aria. Ridere. Ci teniamo per mano e tu mi lanci a volte lontano per poi riprendermi ed abbracciarmi. Ci contempliamo mentre siamo distanti. Ci leggiamo i pensieri. Ci trasmettiamo sentimenti profondi e sensuali. Mescoliamo gli occhi. Ti ho visto vecchio, giovane e bambino. Ti ho visto mentre eri stella, eri materia, poi erba e terra. Eri nei miei occhi un ruggito nostalgico. Poi di nuovo carne. Di nuovo te. Con l’odore di vita e sale.
Intrecciamo i nostri racconti non solo con le parole ma con il corpo. E questi corpi si sollevano come lucciole nell’universo. E l’universo non ci considera ma non sarebbe tanto bello se non ci fossero anche quelle due lucciole a far brillare la brina. Altre volte, andiamo nelle viscere della terra, entriamo all’inferno e usciamo dal fuoco illesi, mano nella mano.
Mi sono arresa. Godiamo veramente quando lasciamo andare la paura. Quando mostriamo i frutti delle nostre debolezze. Ecco cosa ci eccita. Basta una mano sulla pancia: senti con le dita le rotondità’, la cicatrice e mi sussurri nel dormiveglia che sono bella, che la mia pancia ti piace. Quanto mi struggerei senza di te. Senza questi sussurri. Senza questa resa che mi porta al piacere di sentirmi terra abitata dai miei ricordi,dalle sensazioni,dagli odori. Dalla tua saliva tra i capelli mentre ci esploriamo. E il tempo ci accompagna mentre togliamo le impalcature, apriamo le porte, spalanchiamo le insicurezze e ci abbandoniamo l’uno sull’altra. In pace, ascoltando il nostro respiro.

p.s:E’ Un racconto sul sesso,sulle relazioni e sull’amore. Grazie a chi mi ha ispirato. Ogni riferimento a fatti,cose o persone è puramente casuale.

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