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Lo straccio si ingiallisce raccogliendo le gocce di piscio lasciate sul bordo del water. Non so quante volte gli ho detto di tirare su la tavoletta.

Mi sento particolarmente soddisfatta mentre strofino il lavabo e risplende bianco alla luce che entra dalla finestra. Ho stirato le camice e sono perfette. Proprio come mi ha insegnato mia madre, e come a lei, ha insegnato mia nonna, partendo dal colletto.  Eredità domestiche.

Poi passo a spolverare e tolgo le ragnatele dagli angoli anche se non ce ne sono. Ma io meccanicamente lo faccio lo stesso. Stimolo con il mio spolverino le pareti bianche e fredde. Rincorro i ragni.

Tolgo le  macchie invisibili e passo centoeuno volte sopra il tavolo e i mobili anche se già risplendono.

La pubblicità alla televisione mostra donne che proteggono i loro figli e i loro mariti equipaggiate da svariati tipi di disinfettanti che uccidono anche le particelle di ossigeno.

Quando respiro l’odore di candeggina che mi brucia il naso mi sento soddisfatta. Sono l’eroina di me stessa. Ho ucciso i batteri per amore.

Devo dire che a volte è ripetitivo e ripetitivo è diventato anche il tempo che dedico alla vita. Scandito da ritmi sterilizzati.

Questa casa è un tempio immacolato. Immacolato come la mia vagina.

Lui non alza un dito e come non compatirlo. Le poche volte che ha tentato di aiutarmi, di uscire dal suo ruolo maschio io l’ho fatto sentire un incapace. Sono diventata isterica e gli ho urlato di andarsene che facevo prima ad occuparmene io. Poi quando litighiamo posso usare questa arma ben affilata.

io mi occupo della casa,pulisco e lavo le tue mutande, io so farlo e tu no. Tu hai una donna che si occupa di te come una madre. Il tuo ruolo è ben definito sei l’uomo che riempie il mio utero per acquisire status sociali superiori per farmi diventare Madre del Popolo!. tu sei l’animale che sporca e io la sacerdotessa che benedice col cif spray ogni sfumatura imperfetta di umanità. Grazie a me non vai in giro come uno zingaro e ti vesto come piace a me.

E’ che poi…spazza,ammazza e lucida  io mi sento inutile. Mi sento come questa casa perfetta e finta. morta. Riempio il tempo a cucinare a fare la brava donnina di casa. E questo donnismo ostentato mi ha fatto smarrire quella che sono veramente. A me piaceva fare la lotta con mio marito e adesso l’unica cosa che facciamo è riempire di parole senza senso queste pareti. Ma da questo circolo non riesco ad uscirne perchè ammetterlo mi farebbe sentire sconfitta dalla mia condizione umana. E sia mai che io possa essere umana oltre alle mestruazioni ogni mese.

parliamo delle altre coppie di nostri amici criticando ogni loro debolezza umana per sentirci un po’ meno sconfitti. Noi siamo più bravi a recitare di loro. A fingere perfezione. Noi abbiamo fatto le cose come vanno fatte. Abbiamo fatto il mutuo, abbiamo aspettato di avere un posto fisso prima di fare figli, non come Mara e Antonio che adesso non si compreranno mai una casa e non si possono permettere una pizza fuori.

E mentre penso a quanto perfetta è la mia vita e a quanto sono stata brava a calcolare e bilanciare tutto ,rispetto a certe mie amiche che ancora fanno le adolescenti alla soglia dei 40 anni…. Vedo una macchia sulla camicia di mio marito. Che cosa sarà?.

Guardo meglio: rossetto carminio. Caccio un urlo di terrore. E adesso…

come faccio………..

Come faccio…..a togliere questa macchia?!!

P.s: questa è una storia di pura invenzione. Ogni riferimento a fatti,persone e cose è puramente casulale.

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