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“Quando vennero per gli ebrei e i neri, distolsi gli occhi
Quando vennero per gli scrittori e i pensatori e i radicali e i dimostranti, distolsi gli occhi
Quando vennero per gli omosessuali, per le minoranze, gli utopisti, i ballerini, distolsi gli occhi
E poi quando vennero per me mi voltai e mi guardai intorno, non era rimasto più nessuno.” Martin Niemöller

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In seguito al mio interesse alla petizione per l’orsa ‪‎Daniza diverse persone mi hanno risposto con la frase: “i problemi sono altri”.

Io amo questa frase: I PROBLEMI SONO ALTRI. E’ davvero comodo risolve tutto chiudendo gli occhi o distogliendo lo sguardo.

Fecondazione assistita? i problemi sono altri. Diritti umani? I problemi sono altri. No alle grandi navi? I problemi sono altri. Berlusconi e la mafia? i Problemi sono altri. Asilo agli immigrati? I Problemi sono altri!.

Certo, perché ce ne sono sempre, continuamente di problemi, ma non dev’essere questa ridicola frase trita e ritrita a desensibilizzarci,  perché altrimenti non saremo nessuno, non avremo mai fatto niente.Saremo gente povera perché l’omertà ha preso il posto della libertà,della discussione,della ribellione.

Ci sarà sempre qualcuno che pagherà per comprare un pezzo della nostra libertà. Per masticarci. E la libertà ha molto a che fare anche con quello che è successo a questa orsa.

Gli status sociali costruiti in cui gli esseri umani sono al di sopra di un altre specie animali non mettono in pericolo solo la libertà di queste ma anche il nostro stesso valore esistenziale come persone.

Tanto è vero che alcuni esseri umani sono stati categorizzati e animalizzati , ritenuti indegni dello stesso valore di persona. Ad oggi ci sono esseri umani chiusi nei Cie, ingabbiati, lavati con la pompa in fila uno a uno, separati dalle loro famiglie, accusati di clandestinità. Corpi che non contano niente, volti che non vengono riconosciuti.

L’orsa era clandestina. Non poteva rimanere nella sua terra insieme ai suoi cuccioli. Non aveva diritti se non quelli gestiti dall’uomo. L’orsa è l’animale che non può comportarsi da animale. L’orso che non può comportarsi da orso.

Bisognerebbe chiedersi: l’uomo può comportarsi da uomo?.

l’orsa è anche mezzo per strumentalizzare le masse, per toccare corde sensibili, indirizzare l’empatia, manipolarla. Ecco che si fanno avanti i vari populisti, i politicanti che si schierano dalla parte dell’orsa invocano dimissioni, innescano focolai d’odio e di vendetta.Danno un colpo al cerchio e uno alla botte per raccattare consenso, per mistificare l’accaduto. Senza mai  dargli una dimensione molto più ampia e più elevata. Tutto questo per mantenere il potere di togliere e levare. Tutto questo sulla pelle di una povera orsa che ha avuto la sfortuna di essere il capro espiatorio di questa schizofrenia sociale. Di questo fascismo.

Perché di fascismo si tratta dal momento in cui si crede che esista una specie che ha più valore di un’ altra.

Gli animali che suscitano tenerezza perché rientrano nel nostro immaginario affettivo e culturale vengono usati fra le tante altre cose per costruire l’empatia selettiva, per creare codici di condotta. L’empatia selettiva si manifesta quando ad esempio ci disperiamo per i cani abbandonati o uccisi ma non abbiamo pietà per un essere umano che scappa su un barcone dalla sua terra, scappa da una guerra lasciando magari famigliari,amici,ricordi.

Costruiscono attraverso le nostre paure il pericolo esterno come nel caso del femminicidio.  Viene costruita la paura e l’odio nei confronti dello straniero ,mentre il 99% delle violenze avvengono da parte di un amico,un familiare,il compagno. O in altri casi da quelli che ci vengono proposti come tutori della legge( vedi il caso di Marta attivista Pisana picchiata selvaggiamente dai poliziotti).

Fino a quando ci sarà una gerarchia fra le specie e fra esseri umani ci viene negata la libertà di vivere in modo autentico,vero.Di abbracciare i nostri corpi, collegare le nostre menti.

Questa disumanizzazione è un infezione virale che va abbattuta decostruendo lo schema che ogni qual volta ci propongono e con il quale ci imboccano fin da quando siamo bambini. Per farlo dobbiamo fare nostri gli strumenti che abbiamo. Seguire una logica che non ci impedisca di vedere al di là dei fatti. Come il fatto(ed è un fatto) che un orsa è stata usata per indebolire l’animo delle persone attraverso le loro corde emotive, farle sentire inutili e senza strumenti e la capacità di reagire.

Rispetto all’argomento che ho trattato sulla mia pagina facebook c’è chi mi ha scritto infelici battute sul mangiare la carne d’orso, altri mi hanno suggerito di scopare di più e pensare meno a queste cose ricordandomi che “non siamo su tribuna politica”ma su facebook. Banalizzando il mezzo di comunicazione quando di banale c’erano solo le loro argomentazioni. Ed è l’ennesima volta che si perde l’occasione di fare una critica costruttiva, di ragionare insieme ad altri perché per loro è più importante il palco sul quale ci si trova che i contenuti che si possono scambiare. E banalmente cadono nella rete dello stesso sistema che  indirizza le persone, le disumanizza, le rende esseri mediocri senza strumenti di critica se non il trito e ritrito maschilismo se si parla con una donna(vai a scopare e non pensare a queste cose) o ridicolizzare ciò che esprime.

Posso scrivere cose stupide perchè sono su facebook. Ed è la scusa che usiamo per giustificare la stupidità che è solo nostra e facebook non c’entra niente.

( Del uso dei social ne ho parlato qui.)

Vivere in libertà significa non sovra determinare qualcuno anche se è diverso da noi.Significa anche non cadere nei nostri pruriti sollecitati dai media, nell’odio iniettato. Significa che chi è diverso non va tollerato dall’ alto del nostro status sociale borghese,bianco e occidentale ma celebrato come pluralità di esistenza nel mondo, come ricchezza infinita.

Significa che chi ruba perché ha fame ha ragione di rubare. Chi scappa dalla guerra va accolto,chi si sente in pericolo ha ragione di reagire. La libertà,la celebrazione della diversità si manifestano attraverso la  comprensione per un orsa che ha reagito a quello che per lei era un pericolo. Per lei in quanto orsa.

Noi, quelli che dovrebbero avere una coscienza, quelli che vorrebbero fare qualcosa, ci sentiremo sempre  più disperati ed isolati. Additati come ridicoli cialtroni che di fronte alle grandi cose ci impuntiamo su un’orsa morta, su una nave un po’ troppo grande,sul tav.

Ebbene, per me quest’orsa uccisa non è solo un’orsa, è il simbolo del degrado sociale, del razzismo debordante, della paura dell’altro, della guerra tra poveri, dell’impossibilità di un popolo di essere ascoltato in qualsiasi campo. Schiacciato da uno stato disinteressato e che si occupa di punire,censurare,comandare e mantenere la dittatura attraverso la costruzione della bellezza estetica della democrazia. Un brillante che acceca tutti.

Io dietro Daniza ci vedo un mondo, un mondo che farò di tutto per cambiare perché non farò implodere la mia stessa intelligenza dentro al petto come un kamikaze. Ed è proprio così, ci hanno resi dei kamikaze silenziosi e muore l’unica cosa che può renderci liberi la nostra umanità..muore ogni qual volta diciamo #i problemi sono altri.

Ps: questa è una riflessione personale.

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