Penso che la maternità sia un diritto e non un potere. Un diritto da condividere.Perchè non trovo sia giusto che sia un diritto di genere. E’ un diritto allattare ma anche giocare,accarezzare,parlare,trasmettergli sensazioni,riempire di ricordi prendersi cura, essergli accanto nei momenti più belli e difficili. E questo è un diritto che ha ogni persona nei confronti del figlio. Ed è anche un diritto del figlio. Quindi non potrò mai pensare che l’amore abbia a che fare con il genere. Anche se ci bombardano attraverso la politica,i media,i giornali ecc con la famiglia dualista con i compiti delle femminucce e quelli dei maschietti penso che, ad un figlio si può trasmettere qualcosa di più che”la mamma fa i piatti e il papà guida la macchina”. Penso proprio di si. Ed il tempo è necessario per entrambi. Il tempo è un diritto perchè metti che tuo figlio dice la sua prima parola,metti che tu sei a lavoro perchè sei un uomo, non basterà mai giustificarsi dicendo”beh ma io non partorisco,quindi questo posso perdermelo”. Non ci credo manco se me lo dite. Chi è , se non tu, al di la’ del fatto se sei padre o madre che può decidere cosa è importante?cosa ti riempie,ti da gioia,ti fa piangere,ti spacca in due?.E le emozioni da genitore davvero hanno un sesso?.

Non esiste un potere superiore,uno status di genere. Esistono dei diritti che vanno difesi ed altri che vanno conquistati. Non facciamo la gara a chi è più figo,a chi la natura ha dato delle armi a cui aggrapparsi per esercitare Donnismo,Mammismo,Maschilismo.

Mentre stiamo li a far sentire gli uomini inferiori ,qualcuno di questi si sta perdendo pezzi importanti di vita,qualcuno si è pure convinto di non contare poi così tanto in questo nucleo. Ma strappare dei ricordi,negarli in nome del capitalismo,della famiglia patriarcale,di sto cazzo rende solo la società più triste e più arretrata e stiamo togliendo ricordi felici ai bambini di domani. In nome di un potere superiore che ci opprime e noi pure lo difendiamo.

In nome della difesa al patriarcato,al capitalismo,al maschilismo che non ci fa evolvere come società. Ma soprattutto non ci fa evolvere individualmente. La mamma è sempre la mamma e il papà è quello che si è perso quando hai camminato la prima volta perchè è quello che deve far andare avanti il meccanismo socio-economico della produttività. Ma se vogliamo una società alternativa (e mi appello a chi si avvicina al mio pensiero,a chi si ritiene di sinistra)Non dovremo rallentare la produttività invece di difenderla? non dovremo chiedere più salario e più tempo libero?.Capisco che ormai con le parole ci puliamo il culo perchè tanto ci hanno scippato di tutto,dei nostri termini,del potere evocativo e non abbiamo la forza di riappropriarcene. Tipo libertà,anarchia,popolo,giustizia,femminismo…tanto per dirne alcuni…Che è vero che è superficiale identificarsi nella destra o nella sinistra a questo punto ma forse tutta questa leggerezza comincia ad appesantire…Forse a qualcosa abbiamo bisogno di aggrapparci per restare umani. Se no niente ha senso: diventiamo nichilisti e spariamoci in testa tanto la storia di un movimento che è stato ed è fondamentale, come il femminismo non interessa a nessuno.

E perchè mai dovrebbe interessare a tanta gente che ormai si è adagiata in questa sopravvivenza?

Chiedere..anzi ,lottare per questi diritti è un bastone in mezzo alla grande ruota capitalistica. La famiglia come stereotipo è quella che vende. E gli stereotipi sono gabbie. ricalcando quello che ci hanno sempre mostrato buono e giusto diamo un altra spinta alla grande ruota come schiavi.

Anche se il ricatto sociale è diventato l’aria che respiriamo io spero che un barlume di lotta,di ribellione ci sia. E se ci accorgiamo che qualcuno si ribella per esistere non lasciamol@ sol@. Non banalizziamo le sue parole.

p.s:ah, questo è un punto di vista femminista libertario. Si chiama così. E se ci leggete tante altre cose dentro al femminismo è perchè dentro al femminismo non c’è solo la vagina. 

Annunci