Tag

, , , , ,

Dopo anni di violenze l’ho lasciato. Ma mai avrei pensato che avrei subito ancora violenza da parte di chi dice di volermi bene. Amici e parenti.

Tante volte quando mi picchiava ho pensato”ah…se mio padre fosse vivo!”. Ma la realtà è che anche se fosse stato vivo, forse avrebbe fatto ben poco. All’inizio speravo in qualche tutore(un fratello,un amico o un nuovo amante) che lo fermasse,che mi proteggesse. Ma la realtà è che quando succedono queste cose sei molto sola e incompresa. La pazza inizi ad essere tu perchè lui davanti agli altri è molto brillante e simpatico,perchè,dicono, in fondo non ti prendi la responsabilità delle tue scelte ,perchè speri che muoia e questi pensieri non coincidono con la brava mogliettina che tutti pretendono che tu sia. Sei tu la pazza perchè ci hai fatto dei figli e allora devi morire per loro,schiacciarti,annularti,non esistere. Che madre sei se li fai crescere senza un padre? Che cos’hai tu da dargli senza lavoro e senza casa?.

Quando uno è violento c’è pure chi ti dice che te ne devi prendere cura,che lui è una bestia da ammaestrare e tu la santa che porge l’altra guancia,che distribuisce amore infinito anche se sei piena di lividi sul corpo e nell’anima. Una persona con carne,sangue,passione,cervello,emozioni e pelle…questo non lo sei mai.

Ci sono state persone a cui volevo bene che mi hanno tolto la parola e quello che mi ha fatto male è il motivo. In fin dei conti avrei dovuto piangere per il resto della mia vita,negarmi l’amore,il sesso,le amicizie,il trucco,il sentirmi bella,forte e allora sarebbero stati tutti li a glorificarmi,ad accendere lumi come alla madonna.

Invece… ho scelto la libertà. Io volevo essere libera.

Essere una persona non una santa. E avevo capito che per essere me stessa non mi serviva qualche altro tutore maschile che mi rigettasse nella sua gabbia dorata. La violenza la subiscono anche gli uomini se è per quello,ma a nessuno viene in mente che per liberare un uomo dalla violenza di una donna serve un altra donna. Per fortuna. A me è servito un lavoro e una casa. E sono state mie conquiste. E col cavolo che stavo li a piangere all’infinito. Col cavolo che rimanevo a fare la vittima asessuata per compiacere amici e parenti. Mi sono comprata dei bei vestiti sexy,mi sono fatta i capelli,ho conosciuto uomini interessanti e fatto nuove amicizie. Mi sono tirata su le maniche e ho fatto la madre single. Non ho negato a me stessa di essere una persona. Anche se ho subito una violenza questo non significa che ho perso la capacità di amare,di donare e di percepire cosa è piacere e cosa è violenza. Anzi lo so bene. Quindi, se sono uscita da questo vortice non è grazie a qualche tutore ma grazie a me. Perchè non sarei mai stata libera attraverso qualcun’altro. l’unica che avrebbe potuto liberarsi ero io. E se ci si chiede ancora oggi cosa ha bisogno una vittima di violenza?beh…sicuramente dei centri anti-violenza,di informazioni,di consultori,servizi sociali,spese legali gratuite ma soprattutto di autonomia,cioè una casa ed un lavoro e non di essere la santa dal viso tumefatto,che la gente morbosa vuole vedere.

images (2)

PS:questa è una storia di pura invenzione.Ogni riferimento a cose, fatti e persone, è puramente causale.

Annunci