Il corpo degli altri non ci appartiene. Nessuno ha il diritto di distruggere l’altro.
Nessuno ha il diritto di offendere e colpire qualcuno per come è. Per la sua corporatura, per il modo di vestirsi, per la sua sessualità.
C’è questa idea mal sana in cui gli altri, lontani dallo stereotipo maschile e femminile proposto ed accettato possono essere scalfiti, criticati aspramente, derisi,devastati.
E’ normale,è così lo è sempre stato. Ci hanno talmente abituato a tutto questo che la colpa addirittura risiede in chi è diverso. Perchè è debole,non regge psicologicamente,non sa rispondere,non ha la forza fisica e mentale per reagire.
Mi chiedo fino a che punto qualcuno possa reggere tutto questo. Fino a che punto gli altri possono spingersi?. Fino a far crepare questa persona? fino a farla crepare moralmente?Fino a che questa non si adatta,non cambia la sua natura non”guarisce”dalle sue imperfezioni?.Sono stata vittima di bullismo perchè ero debole,perchè gli altri bambini ripetevano ed imitavano quello che fanno e dicono i grandi. Perchè gli “educatori” non mi hanno mai guardata realmente se non come contenitore dove scaricare doveri morali,regole e stereotipi. Così, è sempre stata una colpa se ero diversa,creativa,fantasiosa se non riuscivo in matematica ma sviluppavo storie meravigliose,colori inimmaginabili nella mia testa lontani dal buio e grigiore sociale. E’ così che crescono i futuri adulti. Vieni sparato nel mondo e ti dicono che devi sopravvivere( e mai vivere) stare in apnea continua, sempre attento a non mostrare debolezze,diversità,anticonformismo.Devi essere competitivo. Sembra quasi che essere bambini è una malattia da cui dover guarire.
“pensate al deprimente contrasto tra la radiosa intelligenza di un bambino sano e la debolezza intellettuale dell’adulto medio”(Freud).

Peter Pan sulking in the Nursery

Ti danno la malta e i mattoni per costruirti da solo il muro della solitudine,della paura dell’altro,della censura. Come osa quella persona, a mostrarsi così come è?senza censure,nel pieno della sua imperfezione? come osa non stare chiusa in un manicomio,in carcere lontana dagli occhi dell’altro?. Ci sentiamo degli sceriffi pronti a negare l’esistenza ad altri:primi fra tutti i bambini che sono esseri imperfetti per eccellenza e allora bisogna raddrizzarli,sovvertirli,modificarli,impaurirli, mortificarli. Esistere è respirare lentamente,restare umano in empatia con il mondo. E’ sbagliare e non dover chiedere scusa all’infinito. Non respirare solo per attendere l’ultimo respiro.E’ accettare ed essere felici che esista qualcuno la fuori diverso da te perchè arricchisce il mondo. Esistere è gioco libero fra te -adulto- e il bambino interiore che è in ognuno di noi. Anche se ce lo siamo dimenticati,anche se lo abbiamo lasciato in orfanotrofio ci attenderà per tutta la nostra vita fino al nostro ultimo soffio.

images (1)

Annunci