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Sono rimasta incinta, cazzo.

Ok ,basta andare in ospedale. Mi hanno detto che ,anche se ho 17 anni ,c’è la privacy. Che non serve che io vada accompagnata.

Lui mi ha detto che non se la sente di venire con me, che è una mia scelta, che si sentirebbe giudicato perché alla fine è lui che mi ha messa incinta. Si sente in colpa e quindi preferisce non metterci la faccia.

Però a stare da sola non me la sento tanto, così vado con la mia amica S. che lei riesce sempre a mettermi tranquilla. E’ scialla e non mi giudica.

Quando siamo arrivate all’ospedale però mi hanno sottoposta ad un colloquio. Poi mi hanno detto che nell’ospedale della mia città non fanno aborti. Mi consigliavano di rivolgermi da qualche altra parte. Mi hanno parlato di rispetto , di etica , che la mia era una scelta che mi sarei portata addosso per tutta la vita. Mi sono immaginata a 30 anni ancora triste. Speriamo di no.

Insomma…esco dalla stanza pro-life e trovo S. stravaccata a gambe aperte che mastica una gomma e mi torna il sorriso.

Prendiamo due autobus per riuscire a raggiungere un altro ospedale. un’ora e mezza. Sono tutta sudata, incasinata.

Vorrei essere grande, adulta perché tutti mi trattano come una bambina. Ma ho 17 anni cazzo mica 12. Non sono stupida. Ho sbagliato e adesso ho paura di essere odiata , derisa. Ho sbagliato, anche se non so bene cosa ho sbagliato. Mi hanno detto che me lo porterò dentro tutta la vita. Mi immagino trent’enne. Immagino quello che io vorrei essere a trent’anni e non vedo una donna triste. Mi sono sempre immaginata fortissima. Un immagine dove nessuno mi tratta male, da stupida, da incosciente, che mi dice cosa devo fare.

Mi accolgono sorridendo. Poi quando racconto il motivo cambiano tono.

Mi hanno chiesto perché non sono andata all’ospedale del mio paese. Glielo racconto all’infermiera sperando in un po’ di solidarietà femminile.

Hanno fatto bene. Risponde.

E ricominciano con i discorsi sull’etica, sulle responsabilità, sulla sofferenza, sul senso di colpa. Cose che ho già sentito ma sto zitta e subisco perché ho bisogno di abortire.

Poi mi spiegano dell’ru486. Perché S. è sempre informata su queste cose e mi dice di chiedere.

Mi spiegano che è sconsigliabile perché bisogna stare un lungo periodo in ospedale ,staresti in mezzo alle donne che partoriscono. non abbiamo un posto dove far sostare quelle che…insomma,quelle come te.

E poi c’è l’emorragia quindi non è sicuro. E’ un farmaco nuovo e in Italia non è ancora tanto utilizzato.

Mi hanno fatto portare avanti la gravidanza anche se avrei potuto utilizzare l’ru486 ma loro hanno a cuore la mia sicurezza.

Mi hanno fatto un ecografia. La dottoressa mi indica lo schermo

Questo è il tuo bambino

Io guardo lo schermo e vedo una nuvola grigia. Sembra la nebbia d’inverno, sporca ed appiccicosa.

Quando si è accorta che ero perplessa ,insiste

È il tuo bambino. È normale che le prime ecografie non siano chiare. Vedi è qui. Poi ci saranno i piedini,le manine e la testa. Anzi, non ci saranno. Ma d’altronde hai fatto questa scelta così difficile. Vedi è qui.

E io vedo un puntino delle macchie,sfumature. Me ne sto zitta sperando non insista più ,perché davvero non vedo niente.

Dice che mi lascerà le foto come ricordo.

Dopo l’intervento sono tornata a casa. Un’ora e mezza di viaggio e due autobus.

Sentivo un dolore atroce alla pancia. Per il resto ero contenta di essere andata via da quel luogo sterile, di anime sterilizzate.

Purtroppo un mese dopo ho dovuto tornarci. Emorragia. Mi hanno aperta di nuovo. Sotto i ferri di nuovo.

E avevano ragione in qualche modo. Sarà difficile dimenticare.

prochoice13sh

 

 

 

 

PS:Ogni riferimento a cose, fatti e persone, è puramente causale.

 

 

 

 

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